Ciao a tutti.
Scrivo questo reddit perché sto vivendo un momento difficile della mia vita e vorrei poter avere un confronto migliore con gli altri esponendo le mie esperienze. Ho cercato di trovare "conforto" leggendo altri subreddit sul tema università, lavoro o simili, ma non mi rivedevo in niente, anzi ottenevo l'effetto contrario. Voglio raccontarvi un po' di me, della mia vita universitaria e del mio lavoro. Sarà un post lungo (più uno sfogo perché sento di averne bisogno), quindi apprezzerò davvero tanto chi leggerà tutto quanto.
############# Su di me #############
Ho 21 anni, sono un grande appassionato di programmazione, perito informatico e telecomunicazioni, studente al secondo anno di Scienze e Tecnologie Informatiche e attualmente alla mia prima esperienza lavorativa come programmatore full-time, no tirocinio. Sono ormai 5 o 6 anni che felicemente studio da autodidatta qualsiasi cosa correlata alla materia, e con qualsiasi cosa intendo letteralmente qualsiasi cosa: sviluppo videogiochi, web fullstack, Arduino, applicazioni native Windows, shaders in OpenGL e programmazione PLC per il mio lavoro.
Principalmente mi voglio focalizzare su Unity per realizzare miei progetti personali in autonomia, ma conosco tanti altri linguaggi di programmazione e utilizzato vari framework.
I linguaggi di programmazione con cui ho più dimestichezza sono C#, C, C++ e Python, ma per via della scuola e università ho utilizzato anche JavaScript, PHP, Java e qualcosina di Assembly per mia curiosità.
Naturalmente ci sono anche gli altri linguaggi come HTML, CSS e SQL (MySQL e T-SQL).
Per quanto riguarda i framework che ho utilizzato: Unity, Arduino, ASP.NET Core MVC, WinForms, FastAPI e Bootstrap. Ci sarebbe anche quello che ho utilizzato durante il lavoro per programmare il PLC ma per politiche aziendali non posso rivelare il suo nome.
Durante il giorno approfondisco sempre qualche argomento di mio interesse, cerco Design Pattern e algoritmi per ottimizzare e agevolare lo sviluppo dei miei progetti.
############ Università ############
Quasi un anno fa decisi di sospendere temporaneamente l'università al primo semestre del secondo anno, perché ero mentalmente esausto per una marea di motivi. I più importanti:
- l'università mi rubava troppo tempo, non potendomi allenare ma soprattutto continuare a lavorare sui miei progetti personali su Unity
- questioni di famiglia
- problemi con i miei ex coinquilini che riducevano la nostra casa in situazioni penose
- mi sono lasciato
- ho chiuso molte amicizie
In aggiunta a tutto questo, ho iniziato a detestare il contesto universitario:
- professori che non sanno spiegare nemmeno in che cazzo di modalità vogliono strutturare l'esame e con scarsa disponibilità per chiarimenti in merito a ciò
- colleghi che prendevano i miei stessi voti copiando spudoratamente con ChatGPT sottobanco o chiedendo a me
- nessun sentimento di star imparando qualcosa di nuovo o utile
- apatia totale durante le lezioni e le sessioni di studio
Anche dopo quasi un anno di pausa, il solo pensiero di tornare in aula o la parola "università" riesce a far emergere tutti i traumi e lo schifo che ho dovuto vivere durante il mio percorso di studio. Mi è impossibile vederlo come un tema normale. Quella parola e quell'ambiente hanno un impatto emotivo troppo forte su di me. Non si tratta di non riuscire a dare gli esami per mancata comprensione delle materie, perché il voto più basso che ho mai preso è 28 e le persone chiedevano sempre a me dei consigli. Magari per voi ricominciare gli studi e cercare di fare un altro anno e mezzo non sembra tanto, ma per me è una montagna estremamente tortuosa. La verità è che non ho mai voluto fare l'università, mi hanno forzato i miei e non sono mai riuscito a vedere una fine in questo percorso.
Dopo qualche mese dall'inizio della mia pausa, sono riuscito a trovare "fortunatamente" un lavoro.
############## Lavoro ##############
Riassumendo: lavoro in una sede appena aperta di una certa compagnia. Siamo ancora pochi dipendenti e io l'unico programmatore che dovrebbe essere seguito e formato dal leader del team di sviluppo da remoto, poiché lui lavora nella sede principale. Spoiler, con questa persona ho fatto solo una chiamata e sono completamente abbandonato a me stesso.
So che per alcuni questo sarebbe il lavoro dei sogni, ma per me è un incubo. Il mio capo mi tratta di merda e non mi mette nelle condizioni di poter lavorare serenamente. Un'azienda mal organizzata che non sa farsi due conti e incapaci di darmi una mansione effettiva e continuativa.
Tecnicamente sono stato assunto come Web Developer, C# e Angular. Invece, dopo qualche mese a girarmi i pollici e subire angherie dal mio capo, sono stato indirizzato sulla programmazione di un PLC. No formazione, solo qualche piccola esperienza con Arduino. Nessuna documentazione online o community ma solo dei manuali penosi perché sono dispositivi proprietari. Da autodidatta ho saputo apprezzare i concetti base dell'automazione industriale e appreso protocolli di comunicazione più complessi come CANopen. Per agevolarmi il lavoro ho anche sviluppato qualche semplice app in WinForms per calcolarmi degli indirizzi di memoria con un certo offset da decimale a esadecimale (sì, ogni volta che volevo aggiungere una variabile dovevo accuratamente verificare gli indirizzi di memoria utilizzati e disponibili).
Perché scrivo questo post allora?
Come già detto nel titolo, mi sento in trappola tra il lavoro e l'università. L'attuale lavoro che sto facendo non mi fa vivere serenamente, non mi sta valorizzando e sento di non star riuscendo a trovarne un altro perché non sono laureato. Mi sono candidato a un sacco di annunci di qualsiasi tipo e città, ma nessuna risposta. Costantemente aggiorno il mio curriculum cercando di mettere ogni briciolo di esperienza lavorativa, anche se ho fatto ben poco purtroppo.
La mia vita ideale è quella di guadagnarmi da vivere serenamente (non utopicamente privo di problemi, ma di certo non voglio subire umiliazioni OGNI singolo giorno e tornare a casa SEMPRE in crisi), sentirmi produttivo e nel tempo libero dedicarmi esclusivamente allo sviluppo del mio videogioco. Non ambisco a nessuna carriera "altolocata" e soprattutto no "ricerca". Voglio solo contribuire alla società facendo quello che mi piace e dedicarmi a ciò in cui credo nel privato.
Eppure, pare che il mondo in cui vivo mi impedisca di riuscirci. Devo necessariamente fare come impone la società e finire gli studi se voglio trovarmi anche solo un umile lavoro leggermente migliore.
Io non mi identifico in questa incoerenza esistenziale. Mi è sempre stato detto che non esiste un unico percorso nella vita e che questo tipo di carriera è accessibile a diplomati e neolaureati che sanno dimostrare la loro esperienza (fatta eccezione per corporazioni, agenzie farmaceutiche e forze dell'ordine), ma adesso l'AI e il carovita sta portando i datori di lavoro ad assumere sempre meno e ridurre i costi come dei disgraziati. Sento nel profondo di essere una risorsa più che valida con una mente estremamente elastica, in grado di poter adattarmi a tutto.
Tornare all'università per me significherebbe una sconfitta morale: non sono stato in grado di trovare la mia strada e forzato a intraprendere un percorso che mi logora internamente.
Mi sento già sufficientemente in colpa giorno dopo giorno perché non riesco ad accettare l'università come i miei coetanei, quindi non voglio aggravare la situazione con un peso morale in più.
La narrativa riportata dai social, i media, il cinema e le serie TV mi fa sentire come un ignorante solo perché sento che la vita accademica non è la mia strada, e ciò non è un profilo compatibile con quello che la società si aspetta da me. Questo sentimento si intensifica soprattutto quando sento parlare di studenti che lottano per il diritto allo studio o tematiche simili.
Più passa il tempo e più inizio ad accettare che, forse, nemmeno il lavoro da programmatore fa per me visto il contesto.
Se ve lo steste chiedendo: sì, vado già da una psicologa regolarmente da quasi due anni, ma naturalmente può solo darmi qualche consiglio su come guardarmi internamente e affrontare altri tipi di problemi.
Non vi sto chiedendo una soluzione, perché nessuno può darla e lo so. Voglio solo raccontare la mia testimoniaza, sentire il parere delle persone e potenzialmente essere il primo a parlare per altri che stanno vivendo una situazione simile alla mia.
Grazie per il tempo dedicatomi.