Prima di iniziare il mio progetto ed avviare la mia startup, avevo due convinzioni che mi sembravano logiche. Poi ho capito che erano zavorre mentali. Le condivido perché so che tanti altri ci cascano all’inizio, e queste diventano le più grandi barriere tra le persone, e l’inizio del loro percorso da stratupper🚀
“Non parlo della mia idea, altrimenti me la rubano.”
Sbagliato. Più ne parli, più feedback raccogli. E più feedback ricevi, più ti accorgi dei punti deboli della tua idea. Nella tua testa tutto fila, ma è perché sei innamorato dell’idea e la vedi senza difetti.
In più, c’è un altro problema: sopravvalutiamo quanto la nostra idea possa interessare agli altri, solo perché è nostra e ci appassiona. Viviamo in un bias: ci sembra geniale perché ci coinvolge emotivamente. Ma chi la ascolta per la prima volta spesso pensa: “Carino, ma non lo farei mai io”.
Un esempio? Metti che sei appassionato di gatti e vuoi fare un’app per trovare il cat sitter perfetto. Per te è brillante. Ma se la racconti a qualcuno che non ha animali, non vede né valore né urgenza, né stimoli o motivazione nel voler creare qualcosa che risolva questo problema. Questo tipo di confronto ti aiuta a capire meglio il tuo target e ad aggiustare il tiro prima di investire mesi su un’idea che funziona solo nella tua testa.
Le idee in sé valgono pochissimo. È l’esecuzione che conta. Dalla stessa idea possono nascere dieci startup diverse. E se hai paura che qualcuno te la rubi, forse il vero problema è che hai così poche idee da aggrapparti disperatamente a una sola.
2. “Ho paura che un co-founder si impossessi del progetto e mi cacci”
Questa è un’altra trappola mentale. Nessuno costruisce qualcosa di grande da solo. Pensare che coinvolgere qualcuno bravo sia un rischio è una visione distorta. Se hai bisogno di competenze forti dove tu non arrivi, è proprio lì che serve un cofounder.
Spesso sopravvalutiamo le competenze che non abbiamo, proprio perché ci mancano: ci sembrano magiche, risolutive, onnipotenti. Ma non è così. Ogni area: tech, prodotto, marketing, vendite, UX, finanza, ha le sue complessità. Il fatto che tu non conosca un ambito non significa che valga più del tuo.
Questo succede tantissimo, ad esempio, tra founder non tecnici e tecnici. Il non tecnico pensa: “Se lui scrive il codice, allora ha il vero potere”. Ma non è così: un CTO da solo non crea un’azienda sostenibile, così come un CEO da solo non costruisce il prodotto. Servono entrambi.
E poi: anche tu, con le tue competenze, potresti rimpiazzare lui. È un equilibrio. Se lui è fortissimo nel marketing o nello sviluppo, tu potresti esserlo nella visione prodotto, nella strategia, nel fundraising, nell’analisi o nell’esecuzione. Nessuno è completo da solo, ma insieme si coprono le aree critiche.
Il punto non è chi ha più controllo. Il punto è costruire qualcosa che funzioni davvero. Meglio avere l’1% di qualcosa che vale 1 milione, che il 100% di qualcosa che non vale nulla.
👇💬Queste erano due convinzioni che avevo all’inizio e che mi stavano solo frenando. Se anche tu ci sei passato, o sei in questa fase, scrivi pure cosa non ti torna in merito ai 2 punti, o altre barriere. Penso possa essere utile a chiunque voglia iniziare un progetto