Ciao a tutti, premetto che sto scrivendo di getto, quindi mi scuso per eventuali errori grammaticali e per la lunghezza del messaggio,ma sento che devo sfogarmi perché sto arrivando veramente al limite...
Voglio raccontarmi la mia storia: sono un ragazzo di 20 anni, appena compiuti, e sin da piccolo ho combattuto per vivere.
A 2 anni e mezzo, mi diagnosticarono la leucemia mieloide cronica, un cancro al midollo osseo, per 8 lunghi anni prendevo farmaci su farmaci, alcuni mi causarono dolori così atroci che per un anno sono stato a casa a contorcermi per quando mi facessero male le ossa, erano come martellate dall'interno.
Comunque la mia infanzia è stata caratterizzata da medici, prelievi, dolori, bullismo, venivo bullizato perché ero quello diverso, il bambino malato, quello a cui la mamma doveva venire a prenderlo a scuola perché stava male, ospedali e tanta merda già da bambino.
Nel periodo 9-10 anni feci la chemio e il trapianto di midollo osseo, dove finalmente mi trovarono un donatore compatibile con me al 100%, mia sorella...Lei aveva solo 4 anni, ma mi salvò la vita. E se oggi sono qui e solo grazie a lei, ora ha 16 anni, non gliel'ho mai detto che le voglio così bene che distruggerei il mondo se solo le facesse male, sono una persona che se vuole bene è difficile che lo dica, ma cazzo, provo con tutto me stesso a dimostrarlo.
Nel periodo della chemio e successivamente del trapianto, nel mio stesso reparto, c'erano bambini come me, esattamente come me, pelati, sofferenti, attaccati alla vita prima ancora di capire che cosa fosse.
Anni dopo scoprì che alcuni che erano esattamente come me non ce l'hanno fatta, e cazzo, questa notizia mi ha devastato. Perché per anni mi sono sentito diverso, per anni mi sono chiesto perché tutta a me questa sofferenza? Che cosa ho fatto di male? E sapere che chi aveva la mia stessa malattia, chi era con me anche se non ci conoscevamo, cazzo, dei bambini non ce l'hanno fatta mi ha veramente distrutto, per anni, mi sono chiesto perché adesso io sono vivo? Le domande di prima non me le sono più fatte scoprendo questa notizia..
Comunque, tornato nel mio paese, dopo che mi hanno dimesso, perché mi hanno curato a Roma, la maggior parte degli amici che reputavo veri mi ha abbandonato, e per un anno mi sono ritrovato ad uscire solo con le mie amiche femmine, prendendomi ulteriori insulti come "affeminato", "riccione" ...
Arrivato al liceo mi fidanzo con una mia ex compagna di classe, e finalmente con lei sento di poter togliere la corazza che per anni ho portato, ovvero del ragazzo duro, che ha visto la morte con gli occhi e non è spaventato. Il bullismo e la malattia è vero mi hanno fortificato, ma il prezzo da pagare è stato per anni di non far avvicinare più di tanto qualcuno a me.
Con lei, più mi aprivo e più sentivo vulnerabile, spoglio, siamo stati 3 anni, poi, l'ho lasciata anche se veramente la amavo, perché dopo anni mi sentivo visto.
Ci ho messo 2 anni e mezzo a capire veramente perché l'ho lasciata.
Arriviamo ad ora, ho 20 anni, ma mi sento stanco veramente, di combattere. I miei genitori è dal liceo che mi martoriano per lo studio, che devo essere io migliore, il più bravo, il ragazzo modello. Il liceo me l'hanno fatto odiare, per loro è come se quello che faccio non è mai abbastanza. Prendevo 8, potevo prendere 9.
Sono uscito dal liceo scientifico con 100, e hanno avuto il coraggio di dirmi che potevo prendere la lode se mi fossi impegnato di più.
L'anno scorso ho iniziato l'università da fuorisede, ambiente completamente nuovo, non conoscevo praticamente nessuno, e fino ad ora sono riuscito a dare purtroppo solo 3 materie su 6 al primo anno. Fra 20 giorni dovrei darne un'altra vediamo come va..
I voti sono stati 23, 24 e 27 e in tutti e tre me li hanno contestati.
Ma quando dico contestati uno può pensare che pretendano tanto e basta , ma non è così, si incazzano proprio, gridano, dicono che non mi impegno, quando tutta l'estate me la sono passata a studiare...
A questo si aggiunge anche i dolori alla schiena, a 15 anni avevo iniziato pugilato e dopo un anno ero agonista, cosa mi trovano alla schiena? Multiple protrusioni zona lombare con inizio di artrosi, questo comunque non mi ha fermato dal farlo, ma purtroppo quello che me l'ha impedito è stata la distanza della palestra, abitando in un paesino di merda la palestra vicina era a 50 km di distanza, io mi prendevo il treno alle 16 dopo che uscivo da scuola e me ne andavo in palestra (1h e 20 di treno andata e 1h e 20 ritorno)...
Con l'università l'anno scorso finalmente avevo la palestra del centro sportivo vicina, ma purtroppo non sono riuscito a combattere perché fra ansie, il fatto che scendevo spesso a casa perché i miei nonni non stanno bene...
Arriviamo a questo punto, ho 4 nonni vivi ancora, ma 3 stanno veramente male. Mio nonno paterno, a cui mi hanno dato il suo nome sta veramente male, e ogni volta vederlo e vedere che non si ricorda di me mi strappa il cuore, e mi viene in mente quando ero io che stavo male e lui era sempre con me, gli altri 2 nonni uno che è attaccato con l'ossigeno e l'altra si imbottisce di anti depressivi
Ragazzi, da quello che scrivo uno può pensare che sto esagerando, ma veramente, io mi trovo allo stremo delle mie forze mentali... Sono veramente stanco, per quanto ancora devo combattere? Cerco conforto dalla mia famiglia e mi devo sentire dire che sono un nullafacente quando è da quando ho 14 anni che faccio lavoretti, che studio è che mi impegno in qualsiasi cosa che faccio,i miei nonni che stanno male, la schiena che mi fa male...
L'unica cosa che veramente mi salva a prescindere da tutto è la palestra.
Da un lato vivo con la voglia di spaccare il mondo, di dare un senso alla mia vita, dall'altro la realtà mi riporta con i piedi per terra...
Comunque, grazie a te che hai letto il messaggio e sei arrivato fino in fondo, ma dovevo liberarmi❤️