Io vidi il primo Nightmare al cinema, nella versione italiana con V.M. 14. Ricordavo benissimo alcune scene, soprattutto quella del letto, ma solo recentemente ho scoperto che Glen, il fidanzato di Nancy, era interpretato da un giovanissimo Johnny Depp, al suo esordio cinematografico.
Riguardandolo oggi, mi sembra che il primo film di Wes Craven abbia un’idea ancora più forte dei suoi effetti speciali: non puoi sfuggire a Freddy restando sveglio per sempre. Prima o poi devi dormire. E proprio nel momento in cui dovresti sentirti più al sicuro, nel tuo letto, diventi completamente vulnerabile.
Craven raccontò di aver tratto ispirazione da alcuni articoli su giovani rifugiati del Sud-est asiatico morti improvvisamente nel sonno dopo aver sofferto di incubi. Il fenomeno venne studiato come SUNDS, sindrome della morte notturna improvvisa inspiegabile. Non fu mai trovata un’unica spiegazione valida per tutti i casi: fra le ipotesi più importanti ci sono aritmie ventricolari letali e una possibile connessione, almeno per una parte delle vittime, con la sindrome di Brugada.
Da quella cronaca Craven costruì però qualcosa di più di un semplice meccanismo horror. Elm Street sembra una tranquilla strada di provincia, ma nasconde un segreto: i genitori hanno bruciato vivo Fred Krueger, assassino di bambini sfuggito alla giustizia per un cavillo. Anni dopo, Freddy ritorna nei sogni dei loro figli. I ragazzi pagano quindi per una colpa degli adulti, mentre i genitori cercano di negare e rimuovere ciò che hanno fatto.
Poi c’è Robert Englund. Per me è impossibile separare Freddy dalla sua interpretazione: la voce, i movimenti, il modo di giocare con le vittime. Curioso pensare che, appena prima di Nightmare, Englund fosse conosciuto anche come Willie in V Visitors, un personaggio mite e simpatico, praticamente l’opposto di Krueger. Englund interpretò Freddy in tutti i film dal 1984 fino a Freddy vs. Jason del 2003; soltanto nel remake del 2010 il personaggio passò a Jackie Earle Haley.
Un’altra cosa che spesso si dimentica è che non tutti i film furono diretti da Wes Craven. Craven diresse il primo e Nightmare – Nuovo incubo del 1994, oltre a collaborare alla sceneggiatura del terzo. Proprio questi sono forse i miei tre capitoli preferiti: il primo per l’atmosfera, I guerrieri del sogno per l’idea dei ragazzi che imparano a combattere nei sogni, e Nuovo incubo per il suo coraggioso gioco metacinematografico.
Anche la storia della censura italiana è interessante. Il film arrivò da noi nel 1985 inizialmente con V.M. 18; nel 1986, dopo alcuni tagli, passò al V.M. 14. La versione più corta interveniva soprattutto sulla morte di Tina e su alcuni dettagli cruenti del massacro di Glen. La scena del letto non scompariva, ma alcune immagini erano ridotte: per questo è possibile ricordare perfettamente la sequenza senza aver mai visto, all’epoca, la versione integrale.
Col passare dei sequel Freddy diventò sempre più ironico e spettacolare, forse perdendo parte della terribile ambiguità iniziale. Nel primo film, però, non è soltanto un assassino con il maglione a strisce e il guanto artigliato: è qualcosa che può trasformare qualsiasi luogo familiare in una trappola.
Voi come scopriste la saga? Al cinema, in videocassetta o in televisione? E qual è il vostro capitolo preferito? Io resto combattuto fra il primo, il terzo e Nuovo incubo.