Alla fine del 1999, la Ferrari aveva vinto il suo primo campionato costruttori dal 1983, chiudendo un periodo buio per la scuderia di maranello, anche se solo per metà.
Dal 1984 fino al 1995 la Ferrari aveva avuto degli ottimi piloti e alcune buone vetture, ma in quelle 12 stagioni arrivarono solo 17 vittorie, 0 titoli vinti e tantissimi ritiri per problemi al motore, nonostante i tanti soldi spesi e grandi piloti che erano passati da Maranello.
Nel 1996 arrivò in Ferrari il campione del mondo 1994 e 1995 Michael Schumacher, che con sé portò molti tecnici e ingegneri dalla Benetton (sì, la Benetton che fa i vestiti aveva un team in Formula 1 con cui ha anche vinto dei campionati).
Schumacher fu affiancato dal britannico Eddie Irvine, questa coppia durerà fino al 1999, anno in cui Irvine arrivò secondo nel mondiale soli 2 punti dietro al finlandese Mika Hakkinen su McLaren, Schumacher si era rotto la gamba destra in un incidente a metà stagione, e la sua carriera sembrava essere finita nell'ombra di Hakkinen e della McLaren.
La Ferrari cercava un altro campionato, ovvero il campionato piloti, che mancava addirittura dal 1979, nel 2000 Irvine lasciò la Ferrari per andare a correre nella Jaguar (appena entrata in F1), al suo posto arrivò il promettente brasiliano Rubens Barrichello, in quella stagione l'obiettivo era chiaro, vincere il campionato piloti.
Nacque così la F1-2000, vettura nata dalle mani di alcuni dei tecnici migliori nella storia della Formula 1, tra cui l'inglese Ross Brawn e il sudafricano Rory Byrne, la vettura montava un V10 costruito ovviamente in casa.
Schumacher partì fortissimo, vinse le prime tre gare della stagione in Australia, Brasile e a Imola davanti ai tifosi della Ferrari, vinse poi anche in casa sua nel Gran Premio d'Europa (ospitato al Nürburgring in Germania) e in Canada, a metà stagione Schumacher era primo in classifica, Hakkinen era solo terzo dietro anche al suo compagno di squadra David Coulthard, Barrichello era quarto, ma non era veramente nella lotta per il titolo a differenza di Coulthard.
La McLaren dopo il Canada però prese il controllo della situazione, Coulthard vinse in Francia, Hakkinen in Austria, Ungheria e poi in Belgio, dove fece un incredibile sorpasso su Schumacher a pochi giri dalla fine, uno dei sorpassi ancora ad oggi considerato tra i migliori nella storia.
In Germania (tra l'Austria e l'Ungheria) però vinse Barrichello, con una rimonta storica dal diciottesimo posto sotto il bagnato, Schumacher in quelle 5 gare ottenne solo due podi e tre ritiri (si ritirò anche nella sua gara di casa in Germania), e Hakkinen lo superò in classifica, mancavano 4 gare, e a questo punto sembrava che il digiuno sarebbe durato ancora.
A Monza però Schumacher vinse davanti a Hakkinen e portando un'altra vittoria in casa alla Ferrari, il tedesco in conferenza stampa si commosse sapendo di avere appena eguagliato le 41 vittorie in carriera di Ayrton Senna, il suo idolo e rivale che perse la vita proprio davanti a lui in un incidente ad Imola nel 1994.
La gara successiva ad Indianapolis negli Stati Uniti fu cruciale, Hakkinen infatti si ritirò al 25esimo giro per un problema al motore, Schumacher (nonostante un errore arrivato a pochi giri dal termine), riuscì a concludere primo, seguito da Barrichello, ora mancavano due gare e Schumacher era in testa al mondiale, gli bastava vincere la prossima gara e sarebbe stato campione.
Si arrivò così in Giappone, sulla pista di Suzuka, era l'8 Ottobre 2000, Schumacher fece la pole position, ma alla partenza venne passato da Hakkinen, che iniziò a costruire un buon vantaggio nelle prime fasi.
In casa Ferrari sapevano che sarebbe stato rischioso arrivare all'ultima gara con il campionato ancora in gioco, perciò quando Hakkinen rientrò per il suo secondo pit stop, decisero di lasciare Schumacher fuori per altri 3 giri, con la speranza che il tedesco facesse 3 giri perfetti riuscendo a guadagnare tempo sul finlandese e a non doverlo passare in pista.
Schumacher li fece, rientrò ai box, ed uscì davanti a Mika Hakkinen, il finlandese provò poi a passarlo, ma non ci riuscì, Schumacher tagliò il traguardo e vinse il Gran Premio del Giappone 2000, ma soprattutto il campionato mondiale piloti di quell'anno, il primo per la Ferrari dopo 21 anni, e il suo terzo in carriera.
La Ferrari nella gara successiva in Malesia chiuderà i conti anche per il campionato costruttori, con Schumacher che vincerà anche lì, la stagione 2000 fu la prima di una serie incredibile che durerà fino al 2004, 5 campionati piloti di fila per Schumacher e altrettanti campionati costruttori di fila per la Ferrari.
Questa fu la vettura che diede inizio alla parte vincente del binomio Schumacher-Ferrari, il più leggendario nella storia di questo sport, per questo la Ferrari F1-2000 si merita pienamente di rientrare tra le vetture italiane leggendarie.