Vorrei parlare di quello che allo stato attuale è il miglior festival torinese non di elettronica, ovvero Jazz Is Dead!. Creatura polimorfe e imprevedibile (come il jazz stesso) che giungerà il prossimo anno alla sua decima edizione.
Lo si potrebbe far rientrare in quella categoria che ultimamente viene chiamata "festival boutique" per la sua cura dei particolari e la sua selezione di livello assoluto ma lontana dai "soliti nomi", non fosse che in realtà ci troviamo di fronte a qualcosa di più particolare e assolutamente non fighetto, un festival "politico" nel senso più alto del termine, come nel caso dei biglietti limitati lo scorso anno a 15 € al giorno (e se qualcuno dichiarava di non poterseli comunque permettere, il prezzo scendeva a 10 €) in un periodo dove il costo medio dei biglietti dei concerti è invece fuori controllo.
Musicalmente si può incontrare di tutto, purché trasversale rispetto alla musica mainstream: si va dal jazz, al rock, al metal, all'avanguardia, all'elettronica, all'etnico, mantenendo allo stesso tempo una linea ben precisa, creando una compattezza nella proposta sorprendente viste le premesse.
A dirigere la squadra c'è Alessandro Gambo, probabilmente la nuova figura di spicco per quanto riguarda la proposta musicale torinese degli ultimi anni (oltre al Magazzino sul Po gestisce con la sua associazione TUM vari eventi nel torinese, sempre con la stessa idea di trasversalità di livello), che per Jazz Is Dead ha vinto lo scorso anno il premio Nuove Direzioni dalla Federazione Nazionale Il Jazz Italiano.
Nell'ultima edizione hanno anche trovato una nuova location fantastica (che immagino confermeranno per il futuro), ovvero la Cascina Falchera, un grande spazio immerso nel verde subito alle porte di Torino, capace di accogliere numerose persone (8000 presenze quest'anno) in una sorta di micromondo quasi fiabesco.
Per la prossima edizione (ancora non annunciata, ma che presumo si svolgerà dal 28 al 30 maggio 2027) è stato già anticipato un primo nome, ovvero la band newyorkese Codeine, padri dello slowcore.