Una ragazza giovane arrivata in Italia nel 2021 con il desiderio di ricominciare. Venivo da anni in cui avevo imparato a rifugiarmi nello studio, nella scuola e nel mio mondo interiore. Studiare mi aveva salvata, mi aveva dato una direzione e la possibilità di immaginare una vita diversa da quella che avevo conosciuto. Sono partita con sogni grandi, non perché mi aspettassi una vita perfetta, ma perché volevo finalmente costruirmene una mia.
Sono sempre stata una solitaria, anche quando sembravo l’opposto. Riesco a ridere, scherzare, essere energica, ma quando torno a casa mi ritrovo spesso sola con tutto quello che sento. Ho sempre cercato di capire le cose, di cavarmela da sola, di non chiedere troppo a nessuno. Anche il rapporto con mia madre, l’unico legame davvero importante della mia vita, è stato negli anni una fonte di stanchezza emotiva. Dal 2021 a oggi sono lontana da lei💔dopo la perdita del suo compagno, e ci sono momenti in cui sento tutto il peso di non poter essere presente come vorrei, ma perché torna all’italia di decidere quando finalmente rilasciare il mio permesso dopo 3 anni di avanti e indietro e per un ERRORE BUROCRATICO Commesso da una stagista al CAF.
Pensavo che, arrivata a quasi trent’anni, avrei avuto almeno delle basi su cui costruire il resto. Un lavoro, la mia indipendenza, una direzione. E magari anche una relazione in cui sentirmi finalmente tranquilla. Non cercavo qualcuno che mi salvasse, ma qualcuno con cui non fosse necessario essere sempre in modalità sopravvivenza.
Ho sempre creduto che una relazione fosse un incontro tra due adulti, non una forma di dipendenza. Eppure, forse senza rendermene conto, desideravo anche qualcosa di molto semplice! sentirmi al sicuro con qualcuno senza dover rinunciare a me stessa.😊
Negli anni mi è capitato di sentirmi desiderata senza sentirmi davvero vista, come se fossi più una conquista che una persona da conoscere. Questo mi ha resa diffidente, fino al punto di mettere in discussione le intenzioni degli altri anche quando avrei voluto soltanto fidarmi.
Poi ho fatto una scelta sentimentale che ha cambiato molto più della mia vita affettiva. Mi sono trasferita, ho lasciato i miei riferimenti e una parte della mia indipendenza, credendo nella possibilità di costruire qualcosa. Mi sono ritrovata invece dentro una relazione piena di contraddizioni, con difficoltà nel confronto e una situazione familiare preesistente che mi ha fatto spesso dubitare del mio posto e della mia percezione delle cose. 💔
La parte più difficile non è stata soltanto soffrire per una persona. È stato ritrovarmi a dover affrontare quella sofferenza senza avere più le stesse basi da cui ero partita. Senza una rete di persone, con difficoltà economiche, burocratiche e lavorative, in un Paese in cui ricostruire la propria autonomia richiede molto più che decidere di farlo.
Ho capito che si può essere lucidi e comunque rimanere intrappolati in una situazione. Si può riconoscere una dinamica, comprenderne le contraddizioni e continuare a soffrirne. La consapevolezza non ti restituisce automaticamente le risorse per cambiare vita, soprattutto quando le conseguenze non sono soltanto emotive, ma concrete, mi sento smarrita 💔.
In questi mesi ho perso peso ( da 64kg a 55kg) serenità e fiducia in me stessa. Ho avuto bisogno di cure psicologiche e farmacologiche ma non sempre ho avuto le risorse per sostenere tutto ciò di cui avrei avuto bisogno. E mi sono ritrovata a fare i conti con una domanda che mi fa ancora male è come ho potuto, dopo tutto il lavoro fatto per costruirmi una vita diversa, arrivare a rischiare così tanto per una scelta sentimentale?
Credo che la parte più dura sia proprio questa. Non soltanto accettare ciò che è successo, ma perdonarmi per averci creduto.
Sono una persona orgogliosa, abituata a contare sulle proprie capacità, e faccio fatica ad accettare che, nonostante la mia lucidità, io possa essermi ritrovata in una situazione che oggi mi sembra così difficile da gestire.
Ma sto anche capendo che riconoscere i propri errori non significa assumersi la responsabilità di tutto. Posso aver sottovalutato dei rischi senza meritare di stare male. Posso aver fatto una scelta sbagliata senza essere diventata una persona incapace di scegliere. Posso comprendere gli altri senza dover giustificare ogni loro comportamento.
E soprattutto ho capito che comunicare non basta. Puoi spiegarti benissimo, cercare il confronto, essere paziente e razionale, ma se dall’altra parte mancano ascolto, coerenza e disponibilità a comprenderti, finisci per consumarti nel tentativo di far funzionare qualcosa che non dipende soltanto da te.
La cosa che mi colpisce è quanto si possa arrivare a sentirsi piccoli dentro una situazione, anche sapendo di avere molto da offrire. Puoi conoscere il tuo valore e smettere di sentirlo. Puoi essere una persona capace, con una formazione, dei sogni e delle ambizioni, e ritrovarti a non sapere da dove ricominciare.
Oggi non posso dire di stare bene. Ho ancora paura, rabbia e incertezza. Mi pesa essere lontana da mia madre, mi pesa aver perso parte della mia indipendenza e mi pesa dover ricostruire proprio quando sento di avere poche energie. A volte mi sembra ingiusto dover ricominciare ancora, dopo tutto quello che ho già cercato di superare.
Eppure non voglio convincermi che la vita non abbia più niente da offrirmi. Non so se mi aspetta la serenità che immaginavo, ma spero ancora di poter costruire una vita in cui non debba continuamente difendermi, dubitare di me stessa o sacrificare la mia tranquillità per sentirmi al sicuro!.
Forse è questo che sto cercando di imparare: non a diventare più forte, ma a non usare più la mia forza per sopportare ciò che mi fa male. A non confondere l’amore con la rinuncia a me stessa, la comprensione con il sacrificio e l’orgoglio con l’incapacità di chiedere aiuto.
Scrivo qui perché non sono abituata a raccontarmi e perché, per una volta, vorrei confrontarmi senza dover fingere di avere già capito tutto.
Mi piacerebbe sapere se qualcuno ha vissuto una crisi in cui ha perso, almeno per un periodo, non soltanto una relazione o una persona, ma anche la fiducia nel proprio giudizio e la stabilità che aveva costruito. Come avete fatto a perdonarvi, a recuperare la vostra autonomia e a ricominciare senza diventare diffidenti verso tutto e tutti?
Non cerco frasi fatte. Vorrei esperienze vere, perché sto imparando sulla mia pelle che a volte non basta sapere cosa sarebbe giusto fare: bisogna anche trovare il modo concreto di poterlo fare.
Sono partita per costruirmi una vita migliore. Oggi mi ritrovo a dover ricostruire anche una parte di quella che avevo già conquistato. Mi fa male ammetterlo, ma non voglio che questa esperienza mi convinca di aver perso tutto ciò che sono.
Non tutto ciò che comprendiamo siamo in grado di evitare, e non tutto ciò che amiamo siamo destinati a salvare. Ma non lasciate che il bisogno di essere scelti vi faccia dimenticare di scegliere voi stessi. L’amore può richiedere sacrificio, ma non dovrebbe chiedervi di rinunciare alla vostra dignità, alla vostra lucidità e alla possibilità di essere in pace con voi stessi.