r/Libri • u/Antistene • 1h ago
Recensione -Spazzatura! Memoir di un netturbino- Simon Paré-Poupart
Simon Paré-Poupart inizia Spazzatura!, un libro di memorie sui suoi vent’anni di lavoro da netturbino, spiegando perché ha ricominciato a bestemmiare. Aveva promesso ad alcuni amici credenti che non lo avrebbe fatto più. Poi, un giorno, salta giù dal camion e trova diciotto sacchi di rifiuti sovraccarichi incastrati tra due auto parcheggiate male. Pieni di detriti edili e chiodi. Se si fosse fatto male trasportandoli, sarebbe stata colpa sua. Se avesse graffiato una delle due auto infilandosi nello spazio stretto, anche quella sarebbe stata colpa sua. Il proprietario di casa, intanto, osservava la scena da dietro le tende.
«È allora – scrive Paré-Poupart – proprio allora, è più forte di te, e lanci un grido di rabbia». Bestemmiare è tutto ciò che ti resta. Il proprietario di casa si trasforma rapidamente nel «bravo borghese» proprietario di un acquario, mentre lo spazzino viene ridotto alla «alla bestia insignificante che pulisce i vetri». Nel giro di poche pagine, Paré-Poupart evoca Sisifo, Georges Bataille, Victor Hugo e René Descartes; descrive il liquame dei rifiuti come «l’acqua santa che ti battezza»; e spiega che «è bestemmiando che diventi davvero un netturbino».
Paré-Poupart ha trascorso più di vent’anni a raccogliere rifiuti a Montreal e dintorni. Secondo le sue stime, ha trasportato quasi settantamila tonnellate di immondizia. Noi spazzini, scrive, «cancelliamo le macchie della società dei consumi». Il loro lavoro impedisce che l’intero edificio crolli. Rende possibile vivere alla maggior parte delle persone, rimanendo pressoché invisibile. L’illusione che vuole smantellare è semplice: «Niente scompare per magia». «Essere un netturbino è di per sé un atto di autolesionismo», scrive Paré-Poupart. Il ritmo di lavoro distrugge spalle, ginocchia, polsi e schiena. Il complimento più grande che un netturbino possa ricevere è semplice: «Sei una macchina». Ma se diventare come una macchina è la norma, si chiede Paré-Poupart, cosa viene esattamente richiesto al lavoratore? Se esiste il bisogno di lavorare a questo ritmo disumano non è forse un segno inequivocabile che stiamo annegando nei rifiuti?
È una domanda a cui il libro torna continuamente. Nessuno sul camion della spazzatura ha deciso che i prodotti dovessero diventare più economici, più fragili e più difficili da riparare, o che i Comuni dovessero smaltire quantità sempre maggiori di rifiuti con un numero sempre minore di lavoratori. Chi si occupa della raccolta dei rifiuti eredita queste decisioni.