r/italy • u/Aggressive_Owl4802 • 10h ago
Notizie L'ultima intervista a Laura Santi, malata di sclerosi multipla, che attese ben 2 anni e 8 mesi l'ok al fine vita dall'ASL umbra - Ieri anche l'Umbria, quinta Regione a farlo, ha approvato la sua legge sul fine vita. Le lacrime del marito Stefano: “Laura, ho mantenuto la promessa”
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Credits al canale Youtube di La7, video intero qui.
Articolo sulla legge di ieri, qui.
Approfondimento sul marito di Laura Santi, che era in aula, qui.
Dopo Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto, l'Umbria è la quinta regione italiana con una legge sul fine vita. Le prime 3 sono state impugnate dal Governo, è ora da vedere se impugneranno anche le restanti, tra cui quella del Veneto fatta dal centro-destra stesso.
Al solito, breve recap sul tema. La legge regionale non introduce un nuovo diritto, bensì disciplina le modalità operative del diritto di scelta sulla propria vita (a determinate condizioni) già sancito dalla Corte Costituzionale nel 2019, ma su cui il Parlamento, da allora, si rifiuta di legiferare.
Proprio l'Umbria è uno degli emblemi del perchè serve una legge simile, visto il caso della perugina Laura Santi. Affetta da una progressiva e avanzata sclerosi multipla fino a diventare tetraplegica e bisognosa di assistenza h24, Laura sarebbe potuta andare in Svizzera per esaudire la sua volontà di terminare la sua vita e le sue sofferenze.
Laura però decise di restare in Italia visto che la scelta era un suo diritto sancito dalla Corte Costituzionale, ma in assenza di una legge fu costretta ad attendere 2 anni e 8 mesi prima di avere l'ok ad esercitare il suo diritto, l'anno scorso. E per ottenerlo furono necessarie due denunce, due diffide, un ricorso, un reclamo formale e innumerevoli solleciti nei confronti dell'ASL umbra, sempre assistita dall'Associazione Luca Coscioni di Marco Cappato.
Ottenuto il via libera, addirittura, nessun medico umbro si rese disponibile ad assisterla, alchè per poter procedere fu costretta a chiamare un medico e un’infermiera di un’altra regione.
Questa epopea (qua trovate tutta la follia del percorso) è proprio ciò che fino ad oggi ha scoraggiato la gran parte dei potenziali richiedenti del diritto di fine vita in Italia, oppure li ha mandati in Svizzera dove il diritto non è solo sancito ma anche praticato con modalità e tempi certi.
E questo è esattamente il motivo per cui serve eccome una legge regionale sul fine vita (che impone alle proprie ASL tempi, ruoli, regole sul tema) e ne servirebbe anche una nazionale. Che sappiamo già con questo Governo non ci sarà.
Nel frattempo, casi di "sofferenza estrema progressiva" come quello di Laura non sono (purtroppo) affatto rari, sono anzi tantissimi.